Energia rinnovabile: un'alternativa possibile, oggi

Cos'è l'energia rinnovabile, come si ottiene e perché è conveniente usarla.

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Energia rinnovabile in Europa: direttive, situazione attuale, obiettivi.

Le energie rinnovabili - energia eolica, solare (termica e fotovoltaica), idraulica, mareomotrice, geotermica e da biomassa - sono un'alternativa fondamentale ai combustibili fossili.  Il loro impiego permette di ridurre non soltanto le emissioni di gas a effetto serra provenienti dalla produzione e dal consumo di energia, ma anche la dipendenza dell'Unione Europea dalle importazioni di combustibili fossili (gas, petrolio e carbone).
Per raggiungere l'ambizioso obiettivo di una quota del 20% di energie rinnovabili nel proprio mix energetico, l'UE prevede di potenziare gli sforzi nei settori dell'elettricità, del riscaldamento e del raffreddamento nonché in quello dei biocarburanti. Nel settore dei trasporti, che dipende quasi esclusivamente dal petrolio, la Commissione indica come quota minima per i biocarburanti nel consumo totale  di carburante, fissata al 5,75% come obiettivo specifico per il 2010,  da portare entro il 2020 al 10% .
Oggi la quota di energie rinnovabili sul consumo energetico finale dell’UE è pari all’8,5%; ciò significa che è necessario un aumento dell’11,5% per raggiungere l’obiettivo del 20% nel 2020.
Nel 2005 la ripartizione delle diverse fonti energetiche rinnovabili prodotte nell'UE era la seguente: 66,1% per la biomassa, 22,2% per l'energia idraulica, 5,5% per l'energia eolica, 5,5% per l'energia geotermica e 0,7% per l'energia solare (termica e fotovoltaica).

Nel 1997 l'UE si era fissata l'obiettivo di portare al 12% la quota delle fonti energetiche rinnovabili sul consumo interno lordo entro il 2010. Nonostante progressi significativi, è realistico ritenere che l'obiettivo non verrà raggiunto.

Le difficoltà nel conseguimento dell'obiettivo sono dovute, tra l'altro:

- al relativamente elevato costo delle energie rinnovabili in termini di investimenti
- ai problemi amministrativi legati alle procedure di installazione e al carattere decentrato della maggior parte delle applicazioni delle energie rinnovabili;
- a norme poco chiare e/o discriminatorie per l'accesso alla rete;
- a informazioni insufficienti per i fornitori, i clienti e gli installatori;
- al fatto che l'obiettivo del 12% sia espresso in percentuale dell'energia primaria, il che penalizza l'energia eolica (settore che ha registrato una forte crescita nel periodo considerato).

Inoltre, i risultati ottenuti dagli Stati membri sono stati parziali e piuttosto dissimili; a causa dell'assenza di obiettivi vincolanti e date le lacune del quadro giuridico comunitario nel settore delle energie rinnovabili, progressi reali sono stati conseguiti soltanto nei pochi Stati in cui la determinazione è stata più forte delle priorità politiche e degli interessi economici.

Conformemente alla direttiva 2001/77/CE tutti gli Stati membri hanno fissato obiettivi nazionali per il consumo di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Se tutti gli Stati membri riusciranno a conseguire i rispettivi obiettivi nazionali, nel 2010 il 21% del totale dell'elettricità consumata nell'UE sarà prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Anche se alcuni Stati membri sono vicini al loro obiettivo, la maggioranza è in realtà in ritardo, e nel 2010 la quota di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili sarà pari soltanto al 19%.

Nel 2005 il contributo delle diverse fonti energetiche rinnovabili alla produzione di elettricità nell'UE era il seguente: 66,1% per l'energia idraulica, 16,3% per l'energia eolica (guarda video), 15,8% per la biomassa, 1,2% per l'energia geotermica e 0,3% per l'energia solare (termica e fotovoltaica) (guarda video).

Per quanto riguarda i biocarburanti, l'obiettivo del 5,75% di consumo entro il 2010, fissato sulla base della direttiva 2003/30/CE non sarà probabilmente raggiunto. Solo due Stati membri hanno raggiunto la quota intermedia del 2% di biocarburanti fissata per il 2005. Nel 2005 il biodiesel costituiva l'81,5% dei biocarburanti prodotti nell'UE, mentre il bioetanolo il 18,5% del totale.

La Commissione ritiene che il settore del riscaldamento e raffreddamento, che rappresenta il 50% circa del consumo finale di energia, utilizza troppo poco il potenziale delle energie rinnovabili, le quali nel 2005 coprivano meno del 10% dell'energia utilizzata per il riscaldamento o il raffreddamento. Finora l'UE non ha adottato alcuna legislazione a favore del riscaldamento e del raffreddamento da fonti energetiche rinnovabili.

La quota delle energie rinnovabili in questo settore è cresciuta solo lentamente. La biomassa è la principale fonte energetica rinnovabile utilizzata per il riscaldamento. Le altre fonti vengono promosse in modo diverso in funzione del tipo di fonte e dei paesi interessati (ad esempio: il calore geotermico in Svezia e in Ungheria, l'energia solare termica in Germania e in Grecia, ecc.). (guarda video)

Energia rinnovabile, risparmio energetico, fonti rinnovabili, riscaldamento globale, cambiamenti climatici

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