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Combustibili fossili

Combustibili fossili

Combustibili fossili: cosa sono e perché possiamo gradualmente farne a meno


I combustibili fossili sono quei combustibili che derivano dalla trasformazione della sostanza organica in forme più stabili e ricche di carbonio. Sono fonti energetiche non rinnovabili, poiché il loro utilizzo ai ritmi attuali pregiudica la loro disponibilità per le generazioni future. Appartengono a questo campo:

- il petrolio e suoi derivati (benzine, gasolio, solventi, cherosene, olii lubrificanti, catrame)

- il carbone

- il gas naturale

I combustibili fossili (detti anche idrocarburi) rappresentano oggi la principale fonte energetica dell'umanità. Perchè?

In sostanza, perché hanno un alto rapporto energia/volume, sono facilmente trasportabili e stoccabili e costano ancora relativamente poco, anche se bisogna sottolineare che il prezzo del barile di petrolio è aumentato, dagli 11 dollari del 1998 agli 80 dollari del 2014, di oltre il 700%. Oggi il petrolio viene venduto attorno ai 30 dollari al barile.

La caratteristica di avere un basso costo ha di molto rallentato lo sviluppo delle energie alternative (guarda video), anche a causa dello stretto legame tra interessi economici e politici di multinazionali e governi.

Per contro, presentano numerosi svantaggi:

- sono assai inquinanti

- determinano un incremento di CO2 in atmosfera (guarda video), un gas serra non inquinante ma determinante per il surriscaldamento globale

- non sono rinnovabili, poiché il processo di fossilizzazione della sostanza organica è molto lungo (milioni di anni) e la quantità che si fossilizza è minima rispetto al fabbisogno energetico dell'uomo.

Questa caratteristica, alla luce dell'esauribilità dei giacimenti attuali e a fronte di una sempre maggiore richiesta energetica a livello globale, determina continui aumenti del loro prezzo.


L'INDUSTRIA PETROLIFERA E IL PETROLIO.

Il petrolio è un liquido denso e infiammabile, che dopo l'estrazione viene sottoposto al processo di distillazione ed immesso con tutti i suoi derivati nel mercato.

La presenza del petrolio e quindi dell'industria petrolifera ha grandi impatti sociali e ambientali: l'estrazione, per esempio, frequentemente danneggia l'ambiente, mentre ricerca ed estrazione del petrolio offshore disturbano l'ambiente marino circostante. L'estrazione è spesso preceduta dal dragaggio, un'operazione che danneggia gravemente il fondale marino ed in particolare le alghe, organismi fondamentali nella catena alimentare marina. Il greggio e il petrolio raffinato che fuoriescono da navi petroliere incidentate, hanno danneggiato fragili ecosistemi in tutto il mondo, dall'Alaska alla Spagna.

L'Italia è il settimo importatore mondiale di petrolio, ma la quota "elettrica" è (dati 2012) solo del 4,3%. Questa quota non considerà però i derivati da petrolio (quali Orimulsion, coke e bitume), quantificati a parte alla voce "altri combustibili".

Infine, la combustione, su tutto il pianeta, di enormi quantità di petrolio è tra i maggiori responsabili dell'effetto serra.


IL CARBONE

Il carbone è un combustibile fossile presente nel terreno in miniere sotterranee o a cielo aperto.

E' un combustibile pronto all'uso, e produce un quarto dell'elettricità in tutto il mondo. In Italia, la quota di energia prodotta col carbone (dati 2012 Terna) è del 21,6%, ma ci sono nazioni, come gli USA, che attingono dal carbone il 50% del proprio fabbisogno. L'Italia è il nono importatore mondiale di carbone.

Se da una parte rappresenta una delle principali fonti di energia dell'umanità, dall'altra è anche uno dei modi più inquinanti per produrla.

Dal carbone è possibile ottenere anche altri tipi di combustibile, tramite i processi di gassificazione e liquefazione, con un impatto ambientale decisamente inferiore.


IL GAS NATURALE

Il gas naturale è un gas prodotto dalla decomposizione anaerobica di materiale organico. E' presente, in genere, assieme al petrolio e in giacimenti di gas naturale, ma anche in discariche di rifiuti. La principale difficoltà nell'utilizzo del gas naturale è il trasporto. I gasdotti sono economici, ma poiché attraversano territori di diversi stati, si può verificare, principalmente per problemi politici, l'interruzione del flusso nel momento in cui una nazione decide di chiudere i rubinetti sul proprio territorio.

L'Italia dipende per il 59,5% dal gas naturale come approvvigionamento elettrico, con un aumento (rispetto al 1994) di quasi il 40%. Il nostro Paese è il terzo importatore mondiale di gas (principalmente da Algeria e Russia).

La combustione di gas produce gas serra, anche se in misura minore rispetto agli altri combustibili fossili. I due principali aspetti negativi (oltre all'emissione di gas serra e di inquinanti come monossido di carbonio, ozono, ossidi di azoto) sono rappresentati dall'estrazione, che può danneggiare l'ecosistema  e causare cedimenti del terreno circostante, ed il trasporto che genera ulteriore inquinamento.

(Ultimo aggiornamento: gennaio 2016)

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