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Novità dal mondo dell'Ecologia

Appuntamenti interessanti: Ravenna2010.

Crescita? No grazie: l'Overshoot Day arriva sempre prima.

Terra, 21 agosto 2010

Oggi, 21 agosto 2010, è l'Overshoot day, cioè il giorno in cui le risorse utilizzate dall'uomo sono pari a ciò che la Terra è in grado di rigenerare. Quest'anno è arrivato con un mese di anticipo rispetto al 2009. L'anno prossimo, chissà.
In pratica, da oggi al 31 dicembre dovremmo sospendere ogni attività di sfruttamento, se ancora si può accettare questo termine, delle risorse (energia, flora, fauna, acqua, ecc) che la Natura ci mette a disposizione.
In un mondo che ripete come un disco rotto che l'economia deve crescere, la terra ci sta invece chiedendo di decrescere, di fare un passo indietro, poichè il sistema attuale non solo sta distruggendo il nostro bene primario, ma nemmeno può ragionevolmente sperare di continuare in questa corsa alla crescita ben sapendo che non ci sono le risorse per farlo. Molto semplice: non ci sono le risorse, le stiamo consumando sempre più velocemente.
L'unica strada è quella di invertire questo insensato trend. Crescita? No grazie, ridiamo fiato alla Terra.

Clima impazzito? No, sviluppo irresponsabile.

Terra, 10 agosto 2010

Il clima è impazzito? No, è l'uomo che l'ha ammalato, ed ora la comunità internazionale si interroga su quali scenari potrebbero aprirsi in un futuro prossimo, molto prossimo. Un modello di sviluppo irresponsabile verso l'ambiente fondato su crescita illimitata e conseguente sfruttamento illimitato delle risorse e del territorio sta presentando il conto: la Russia brucia e registra le temperature più alte da mille anni a questa parte, in Pakistan 500.000 persone hanno perso la casa e 1,4 milioni di acri di terreno agricolo sono stati distrutti, una enorme frana ha ucciso 127 persone in Cina e 2.000 risultano ancora disperse, l'Europa Centrale è sott'acqua, in Groenlandia un blocco di ghiaccio di 260 chilometri quadrati è alla deriva. In pochi giorni. E, mentre il clima "impazzito" si abbatte sul Pianeta, milioni di litri di petrolio continuano ad essere riversati in mare: dopo Louisiana e Cina, è di ieri la notizia di un nuovo incidente causato dallo scontro tra un cargo e una petroliera al largo di Mumbai, in India.
Agire localmente con azioni che diano priorità all'ambiente, pensare globalmente sapendo che il Pianeta è davvero in pericolo. Pensaci, non è una teoria o una previsione: purtroppo è vero, la Terra sta male.

Il primo impianto industriale ad idrogeno al mondo è italiano.

Fusina, Marghera, 12 luglio 2010

E' italiano il primo impianto al mondo di produzione di energia con idrogeno: inaugurata oggi a Fusina, nell'area industriale di Marghera, la centrale ad idrogeno fornirà 60 milioni di kilowattora (60 Gigawattora) all'anno, una quantità di energia in grado di soddisfare il fabbisogno di quasi 20.000 famiglie e di evitare l'emissione in atmosfera di quasi 170.000 tonnellate di anidride carbonica.
L'ambientalizzazione totale del ciclo produttivo e l'utilizzo di CDR permetteranno di sostituire carbone e derivati del petrolio per produrre energia pulita, sicura e rinnovabile: una gran bella notizia e una strada da seguire per un futuro senza petrolio!

Trivellazioni: stop al petrolio vicino alle coste.

Roma, 29 giugno 2010

Ricerche petrolifere e trivellazioni vietate nelle aree marine e nei parchi prospicienti il mare: se accolta, questa importante condizione impedirà al Ministero dell'Ambiente di rilasciare nulla osta per attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare nelle zone ricomprese entro 12 miglia dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette. Analogo divieto nella fascia marina compresa entro 3 miglia dalle linee di base delle acque territoriali lungo l'intero perimetro costiero nazionale.
Questa è la prima volta che una commissione parlamentare si esprime in termini così decisi contro l'ipotesi di nuove trivellazioni (tra l'altro richieste dalle compagnie petrolifere) nei nostri mari.
Finalmente una bella notizia dopo il disastro BP nel Golfo del Messico, che se non mette al riparo da futuri incidenti almeno lancia un preciso segnale a favore dell'ambiente e segna l'inizio di un percorso a favore delle energie rinnovabili.

270.000 alberi nel wc: purtroppo, non è uno scherzo.

New York, 18 Aprile 2010

Quasi 270mila alberi finiscono ogni giorno nei nostri sciaquoni, l'equivalente di circa 900 ettari: è questo lo sconcertante (e sconfortante) risultato di una ricerca del WorldWatch Institute, che sottolinea come il fenomeno sia purtroppo in crescita esponenziale a causa delle cattive abitudini che i Paesi in via di sviluppo ci copiano. A trarne profitti enormi sono le multinazionali che soddisfano la richiesta di miliardi di consumatori completamente ignari del grave danno ambientale causato dall'utilizzo di carta igienica. E purtroppo non finisce qui, poichè le multinazionali, per aumentare l'offerta, realizzano nuove piantagioni soppiantando flora e fauna indigene nelle foreste soprattutto del Sud del Mondo, con conseguente massiccio uso di pesticidi e, soprattutto, di acqua, bene prezioso e sempre meno disponibile. Cosa possiamo fare? Molto! Utilizzando il meno possibile la carta, prediligendo quella riciclata e, soprattutto, considerare l'utilizzo dell'acqua al posto della carta. Naturalmente, con intelligenza: l'acqua è preziosa come le foreste!

Italia: Comuni sempre più verdi.

Roma, 23 Marzo 2010

Nel rapporto "Comuni rinnovabili 2010" presentato oggi da Legambiente emerge una piacevole sorpresa: in Italia, gli investimenti nelle energie pulite e rinnovabili è in costante aumento, con un incremento di oltre il 200% rispetto al 2008.
Questo, grazie ai tanti Comuni che all'idea del governo di ritornare a produrre energia nucleare (costosa, inquinante e anti-economica), rispondono con investimenti (economici, sostenibili e convenienti) sulle energie rinnovabili: investimenti che hanno prodotto posti di lavoro ed entrate economiche grazie alla vendita dell'energia pulita prodotta in surplus e al grande risparmio ottenuto con energia gratis di sole, acqua, vento.
Il nucleare non conviene, i combustibili fossili inquinano sempre: il futuro è nel sole e nel vento!

Nucleare, ma dove? NIMBY, non nel mio giardino...

Terra, 14 Febbraio 2010

Mentre il Governo italiano avvia i "preliminari" per la costruzione delle nuove centrali nucleari, i candidati alla guida delle regioni per le prossime elezioni non sembrano dello stesso avviso: Polverini, Formigoni e Zaia, rispettivamente candidati in Lazio, Lombardia e Veneto, assicurano gli elettori che nella propria regione non c'è spazio per il nucleare.... Evidentemente il tema non entusiasma i cittadini che, come risulta da un recente sondaggio, per il 90% non gradiscono una centrale nucleare vicino a casa. Ma allora, se nessuno le vuole, dove costruiranno le centrali? NIMBY, non nel mio giardino.... Firma anche tu l'appello di Greenpeace contro l'assurdità nucleare!

2010 Anno della Biodiversità

Terra, 11 Gennaio 2010

Il 2010 è stato proclamato dall'ONU anno della Biodiversità. é un atto molto importante che vuole spingere governi e cittadini ad adottare comportamenti virtuosi a favore dell'ambiente. Nella presentazione dell'Anno Internazionale della Biodiversità, il segretario generale Ban Ki-Moon ha affermato che "le attività umane hanno determinato nel secolo scorso una distruzione senza precedenti della biodiversità, ad una velocità che non lascia scampo alla Natura". Quindi, implicitamente l'ONU mette in discussione l'attuale modello di sviluppo e spinge per l'avvio di strategie concrete di sviluppo ambientalmente sostenibile. Si può fare, del resto.... non abbiamo alternative!

Nucleare? No grazie (funzionerà anche bene, ma costa un occhio e inquina).

Francia, 11 Novembre 2009

In Francia entro il 2015 inizierà la costruzione (fine lavori previsti nel 2025), ad una profondità di 500 metri, di "tombe" che dovranno ospitare per 300.000 anni le scorie radioattive prodotte dalle numerose centrali nucleari presenti sul territorio francese. Per convincere i (pochi) Comuni disponibili ad ospitare i rifiuti tossici nel proprio territorio, il governo francese ha dovuto sborsare centinaia di milioni di euro come "contropartita". Un'operazione, tra l'altro, senza nessuna garanzia di efficacia, a detta degli stessi progettisti dell'Istituto Nazionale per il Nucleare Francese. Ma quello che maggiormente colpisce è il costo finale dell'operazione "sepoltura": 60 miliardi di euro, una cifra spaventosamente alta. E allora sorge spontanea una domanda: ma con tutti i soldi spesi per costruire, demolire e sotterrare non era meglio investire in energie pulite? Il nucleare costa, inquina e ha vita breve: abbasso l'uranio, W il sole!

Il treno è amico dell'ambiente, e ora ti premia.

Roma, 14 Ottobre 2009

Dal prossimo anno, tutti i biglietti FS riporteranno il bilancio ambientale del percorso effettuato, cioè i numeri che quantificano il risparmio energetico e le emissioni inquinanti evitate rispetto all'uso sullo stesso percorso con auto o aereo.
Inoltre, ogni passeggero avrà una tessera personale sulla quale verranno contabilizzati questi "risparmi", e che permetterà ai clienti di accumulare "punti verdi" da spendere in sconti o altre promozioni. Un incentivo intelligente per attirare più utenti sul treno, che rimane il mezzo di trasporto ambientalmente più sostenibile: 91% di emissioni in meno rispetto all'aereo, 77% in meno rispetto al camion e 68% in meno rispetto all'auto: utenti che crescono ogni anno e che hanno raggiunto il 50% della quota di mercato su una tratta importante come la Milano-Roma.
Quota destinata a crescere e a garantire altissimi risparmi in termini di inquinamento: usare il treno è un bene per l'ambiente, e a conti fatti conviene. W il treno!

Energia Rinnovabile: strada obbligata.

Berlino, 10 Settembre 2009

La sola strada per tentare di limitare il riscaldamento globale ad un aumento di 2 gradi Celsius della temperatura terrestre, è che la quota di energie rinnovabili cresca "drammaticamente" da ora.
Viene così anticipato da Ottmar Edenhofer il rapporto sul clima che sarà presentato alle Nazioni Unite, nel quale viene ancora una volta sottolineata l'importanza strategica delle energie verdi nel contrasto ai cambiamenti climatici provocati dall'inquinamento e la richiesta di un giusto impegno nella produzione di energia rinnovabile.
"Per raggiungere l'obiettivo la quota di energia rinnovabile deve essere aumentata in modo sostanziale. E questo è valido per ogni scenario ipotizzabile".
In pratica, il documento ci ricorda che per tagliare la dipendenza dai combustibili fossili nessuna opzione alternativa (comprese il nucleare e lo stoccaggio del carbonio) può prescindere da un impegno mondiale che promuova, sostenga e incrementi l'utilizzo di energia pulita.
"Non c'è più tempo", conclude il ricercatore tedesco, "anzi, siamo purtroppo già in ritardo di 10 anni sulla politica climatica globale".
Buon Copenhagen, Terra...

E' il Veneto la Regione più "riciclona".

Roma, 14 Luglio 2009

Il Veneto, con una percentuale del 64% sul totale dei Comuni, è risultato la Regione con i migliori risultati per quanto riguarda la raccolta differenziata.
"I 10 milioni di italiani che abitano nei 1280 Comuni Ricicloni confermano che riciclare si può, anzi si deve", sottolinea il vicedirettore nazionale di Legambiente, che conclude: "Basterebbe estendere le raccolte differenziate a tutto il Paese per dare un contributo determinante di riduzione delle emissioni di CO2. Grazie alla raccolta differenziata si è evitata l'emissione in atmosfera di 2,8 milioni di tonnellate di CO2 (pari al 6% di dell'obiettivo del protocollo di Kyoto per l'Italia), e quasi 7 milioni di tonnellate di rifiuti altrimenti destinati alla discarica".
O, peggio, agli inceneritori, che costituiscono oggi il principale "nemico" della raccolta differenziata. Scopri perchè.

Rifiuti e discariche: Italia al collasso.

Roma, 26 Giugno 2009

Assoambiente, l'associazione che riunisce oltre 130 imprese per i servizi ambientali, lancia l'allarme rifiuti: entro 2 anni, l'Italia sarà al collasso e potrebbe vedere ripetuto, a livello nazionale, lo scempio rifiuti vissuto a Napoli un anno fa.
Secondo le stime dell'organizzazione, che ha svolto un capillare lavoro di censimento di tutti gli impianti presenti sul territorio e del loro grado di "saturazione", restano poco più di 24 mesi prima che le discariche italiane abbiano esaurito le loro capacità di assorbire il flusso di rifiuti urbani e speciali senza sforare i limiti autorizzati. Considerando il fatto che nuove proroghe sono improponibili (troppo sfruttate fino ad oggi), resta poco tempo per evitare di far precipitare il Paese in un caos dalle gravi conseguenze.
Ci resta solo una strada: la raccolta differenziata, l'unico modo per trasformare i rifiuti da pericolo a risorsa.

Nucleare? No grazie per l'80% degli Italiani.

Roma, 27 Maggio 2009

L'80% della popolazione italiana desidera che la fonte principale di approvvigionamento elettrico sia costituita da fonti rinnovabili, pulite, sicure ed economiche come eolico e solare, mentre solo il 14% si dice favorevole al nucleare.
Questo è quanto emerge da un sondaggio condotto da Lorien Consulting, in cui emerge, tra l'altro, che il 60% considera il ritorno al nucleare pericoloso e economicamente svantaggioso, confermando quindi se ancora ce ne fosse bisogno non solo la legittimità ancora vigente del referendum del 1987 contro il nucleare, ma anche la volontà degli italiani di sostenere politiche a favore di energie verdi.
Volontà confermata dal fatto che gli italiani sono disposti persino a pagare di più per garantirsi un futuro con produzione di energia da fonti pulite.
Dati significativi su una nuova attenzione da parte dei cittadini che dovrebbe far riflettere il Governo, purtroppo impegnato invece nel rilancio di una fonte energetica, quella nucleare, che attrae sempre meno a causa della sua oggettiva pericolosità e anti-economicità.

Effetto serra? Per qualcuno non esiste...

Roma, 6 Aprile 2009

I cambiamenti climatici non esistono. O meglio, sono modesti e potrebbero anche far bene... é questo in sostanza il contenuto di una mozione che porta, tra le varie firme di esponenti della maggioranza del Governo Italiano, anche quelle di Dell'Utri, Nania e Poli Bortone, che sostengono tra l'altro che "una parte sempre più crescente di studiosi (quali?) non crede che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento climatico sia da attribuire all'emissione antropica di CO2".
Non è una barzelleta, nè uno scherzo, purtroppo.
E non è tutto. I firmatari arrivano a sostenere che "gli eventuali cambiamenti climatici potrebbero (addirittura) portare benefici alla popolazione e all'economia".
Incredibili e purtroppo vere, queste affermazioni danno la misura di quanto il nostro Paese sia lontano da un approccio serio e intelligente al problema Clima, e forse ora risulta più chiara la posizione del Ministero dell'Ambiente in merito a Kyoto, posizione decisamente in controtendenza rispetto a tutti i Paesi occidentali.
Davvero sorprendente.

Ghiacciai e clima, il tempo stringe.

Coventry, 19 Marzo 2009

La notizia che vi siano forti probabilità che i ghiacciai scompaiano entro la fine di questo secolo ha spinto alcuni ricercatori ad un gesto simbolico molto forte: un funerale simbolico, con tanto di lapide su cui deporre fiori, per sensibilizzare alla lotta contro i mutamenti climatici.
Il caro estinto è proprio il clima, "ricordato" sul terreno della Cattedrale di Coventry, in Inghilterra, da testimonial illustri, fra cui il dottor James Hansen della Nasa. "Perché i mutamenti climatici", si legge sulla finta lapide, "sono questione di vita o di morte". La scadenza di Kyoto si avvicina, ma tutti i Paese aderenti al protocollo sono in ritardo sugli obiettivi, e l'Italia è tra quelli maggiormente in ritardo.

Nucleare: più pericoloso e contro il referendum.

Roma, 28 Febbraio 2009

Contrariamente a quanto si vuol far credere, le centrali nucleari di ultima generazione sono più pericolose e più inquinanti di quelle attualmente in funzione.
A dimostrarlo non sono le associazioni ambientaliste, ma gli studi effettuati dalle stesse aziende produttrici: se le probabilità di incidente sono più basse, in caso di avarie ai reattori i danni ambientali e di perdita di vite umane risultano doppi rispetto al passato.
A questo va aggiunto che tutti gli studi internazionali hanno ampiamente dimostrato che l'energia nucleare è la fonte energetica più costosa e per la quale non è ancora stato risolto il problema dello smaltimento delle scorie radioattive.
Il Presidente francese, che ha siglato un accordo con il Governo Italiano per la realizzazione di 4 nuovi reattori sul nostro territorio, non ha fornito alcuna garanzia di maggiore indipendenza energetica, il che fa nascere il sospetto che dietro l'operazione si nasconda più la necessità di sostenere l'industria nucleare che l'effettiva volontà di produrre energia a basso costo (cosa impossibile, del resto, visti gli altissimi costi del nucleare).
Infine, cosa forse più importante, il 62% degli italiani si è espresso contro il nucleare con il referendum del 1987, i cui effetti sono ancora validi dal punto di vista giuridico. Approfondisci e senti cosa ne pensa Jeremy Rifkin.

300 MW dal solare: la Francia investe nel fotovoltaico.

Parigi, 17 Novembre 2008

Il governo francese ha annunciato che entro il 2011 (quindi in tempi brevissimi rispetto, per esempio, alla costruzione di una centrale nucleare) ogni regione sarà dotata di una centrale elettrica solare fotovoltaica.
La potenza complessiva disponibile sarà pari a 300 MW, e sarà ripartita a seconda delle necessità di ogni regione.
La scelta è stata presa perchè, ha sottolineato il Ministro dell'Ecologia francese, "l'energia solare sarà competitiva ai prezzi del mercato elettrico previsti nel 2020.
La Francia, e come lei molti altri stati europei, ha registrato un incremento annuo nello sviluppo delle tecnologia per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili pari al 130%.
E l'Italia? L'Italia sembra invece "ostacolare" le rinnovabili e puntare sul nucleare...

Combat Climate Change: multinazionali per l'ambiente.

Stoccolma, 3 Novembre 2008

Nel momento in cui anche i grandi produttori di emissioni inquinanti decidono di associarsi per combattere i cambiamenti climatici, la notizia non può che essere salutata positivamente. E la notizia si chiama CCC ,“Combat Climate Change”, ed è un'associazione cui hanno aderito 55 aziende multinazionali.
Portavoce di CCC è il presidente Lars Josefsson, manager del quarto fornitore di elettricità europeo. Parlando a nome dell'associazione, il presidente della multinazionale energetica ha illustrato come “il business è una soluzione contro il riscaldamento globale, e per questo vogliamo creare una massa critica in vista delle conferenze Onu sul clima di Poznan (a dicembre 2008) e Copenhagen (2009). Malgrado la crisi economica globale siamo molto ottimisti. I vertici industriali devono mostrare quella capacità di leadership e di buon senso che manca alla politica”, ha sottolineato Josefsson.
I grandi nomi dell'industria italiana, purtroppo, sono ancora assenti.

L'Amazzonia scompare e gli orsi polari sono di troppo.

San Paolo e Washington, 1 Settembre 2008

L' Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile ha lanciato l'allarme: la deforestazione dell'Amazzonia nell'ultimo anno e' aumentata del 69%: più di 8.000 chilometri quadrati di foresta sono stati cancellati dall'agosto dello scorso anno a oggi, contro i 4.820 abbattuti nei precedenti 12 mesi.
E mentre si deforesta, 4 compagnie petrolifere americane hanno fatto causa al Ministro degli Interni statunitense per aver inserito gli orsi polari nell'elenco delle specie protette. La lotta , come accade in Amazzonia, e' per gli enormi interessi economici nella zona: aver inserito l'orso nella lista significa limitare il numero di trivellazioni consentite. Mentre l'habitat naturale di questo animale, l'Alaska, sta già pagando gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici con il conseguente scioglimento dei ghiacci, il business petrolio reclama maggior libertà d'azione: plastica e benzina al posto di alberi e orsi?

Emissioni industriali: sforati gli obiettivi per 25 milioni di tonnellate.

Roma, 12 Agosto 2008

Le emissioni di CO2 prodotte dalle industrie italiane nel 2007 sono state di 226 milioni di tonnellate, con uno sforamento rispetto alle quote assegnate dalla direttiva europea di oltre 25 milioni di tonnellate.
Sebbene si registri una diminuzione rispetto al 2006 (- 0,7 milioni di tonnellate), il deludente risultato sottolinea ancora una volta come in Italia manchi una politica efficace di contrasto ai cambiamenti climatici causati dalla produzione industriale.
E oltre al danno ambientale, il danno economico: infatti, poichè le quote di CO2 vengono scambiate a circa 28 euro a tonnellata, il nostro paese potrebbe dover sostenere un costo di oltre 700 milioni di euro.
I tagli all'inquinamento che non siamo in grado di realizzare saremo infatti costretti ad acquistarli dai paesi virtuosi nella lotta alle emissioni inquinanti. E, naturalmente, questi costi ricadranno sulle nostre bollette.
Guarda quali sono le aziende più inquinanti in Italia nella "classifica" stilata da Greenpeace.

Energia solare illimitata: oggi si può.

Boston, 1 Agosto 2008

In uno studio pubblicato dalla rivista «Science» gli ingegneri del Massachussets institute of technology hanno descritto per la prima volta un modo per immagazzinare l'energia prodotta dai pannelli solari.
La scoperta si ispira alla fotosintesi, nel passaggio in cui l'acqua viene scissa in idrogeno e ossigeno: il procedimento consiste in un nuovo catalizzatore, una sostanza in grado di favorire una reazione che alla fine può essere recuperata intatta, a basso costo e che funziona a temperatura ambiente. Grazie a questo sistema, l'elettricità prodotta da un pannello fotovoltaico viene utilizzata per scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno gassosi, che vengono immagazzinati e utilizzati per alimentare delle celle a combustibile.
E' un traguardo molto importante perchè, a differenza di oggi, l'energia solare sarà illimitata anche in assenza del sole e secondo i ricercatori sarà un processo facile, realizzabile in meno di dieci anni.

Jeremy Rifkin: il nucleare non conviene, ed ecco perchè.

Roma, 8 Luglio 2008

Jeremy Rifkin ha rilasciato un'intervista al blog di Beppe Grillo: il famoso consulente energetico spiega perchè la scelta nucleare non sia conveniente sia da un punto di vista economico che da quello ambientale.
Le molte implicazioni negative del nucleare e gli stessi suggerimenti che Rifkin propone alle numerose aziende internazionali che usufruiscono delle sue consulenze.
Da leggere e da vedere.

La macchina ad acqua esiste, ora bisogna produrla.

Osaka, 14 Giugno 2008

Dopo Eolo, la macchina ad aria compressa mai entrata in produzione, ecco dal Giappone l'ennesima dimostrazione della possibilità concreta di utilizzare risorse rinnovabili, e non inquinanti, per garantire la mobilità: è la macchina ad acqua.
Presentato ad Osaka dalla Genepax, il prototipo è equipaggiato con un motore in grado di marciare per 1 ora, alla velocità di 80 km/h, utilizzando qualsiasi tipo d'acqua (di rubinetto, mare o fiume).
L'aspetto molto interessante è costituito dal fatto che la macchina non ha bisogno di infrastrutture per la ricarica, come avviene invece, per esempio, per le macchine elettriche o in un futuro piuttosto lontano per le auto ad idrogeno.
Infatti, basta versare l'acqua dentro il serbatoio collegato ad un generatore, che la scompone e la utilizza per creare energia in grado di far girare il motore.
Ma il problema resta sempre lo stesso: se le case automobilistiche non si interessano al brevetto, chi potrà usare le automobili?

Raccolta differenziata dell'alluminio: utile e in crescita.

Milano, 2 Maggio 2008

Il Cial (Consorzio Imballaggi Allumino) ha reso noti i dati relativi alla raccolta e al riciclo di alluminio nel nostro paese: nel 2007 sono state recuperate 43.000 tonnellate di imballaggi in alluminio (lattine, componentistica, oggetti, ecc), pari al 59% del consumo.
Di queste, 38.600 tonnellate sono state riciclate, evitando l'emissione di 400.000 tonnellate di CO2 e assicurando un risparmio energetico pari a 144.000 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio).

Un risultato importante che evidenzia ancora una volta la convenienza non solo "ambientale" ma anche economica della raccolta differenziata, una buona pratica che garantisce rispetto per l'ambiente, risparmio energetico (ben il 95% di risparmio rispetto alla produzione di alluminio "nuovo") e indipendenza nella fase di produzione  poichè, è bene ricordarlo, sul territorio italiano non vi è alcun giacimento di bauxite.
Oggi la raccolta differenziata dell'alluminio, che ha visto un incremento del 15% nell'ultimo biennio, coinvolge oltre 36 milioni di cittadini e 260 operatori convenzionati in 4.000 Comuni italiani.

Rifiuti: Italia maglia nera e condannata dall'UE.

Bruxelles, 10 Aprile 2008

E' l'Italia la maglia nera nella gestione dei rifiuti in area UE: la corte di Giustizia Europea ha infatti condannato il nostro paese ad una sanzione per la tardiva e non corretta applicazione della direttiva europea per la prevenzione delle ripercussioni negative dovute alle discariche.
La direttiva prevede che gli Stati Membri elaborino una strategia nazionale per la riduzione dei rifiuti, per una regolarizzazione degli smaltimenti e delle discariche, strategia applicata male e tardivamente dall'Italia.
La contestazione europea riguarda in particolar modo le nuove discariche, per le quali il governo ha applicato il trattamento più favorevole previsto dalla legislazione precedente. Anche sul versante rifiuti pericolosi, le regole transitorie previste sembra non siano state fatte applicare alle discariche già esistenti ma solo su quelle di nuova realizzazione, in contrasto con la normativa europea.

E' il solare l'energia del futuro: sottoscrivi l'appello dei ricercatori.

Roma, 2 Aprile 2008

E' l'energia solare l'unico investimento che può garantire all'Italia un futuro energetico sostenibile. Questa è la conclusione alla quale sono arrivati più di 600 tra docenti universitari e ricercatori, che hanno sottoscritto un appello ai candidati premier 2008. Docenti e ricercatori chiedono che "venga messa da parte tanto la tentazione nucleare che quella legata all'utilizzo del carbone". "Sentiamo il dovere - prosegue il comunicato - di informare la classe politica e il Paese riguardo la crisi energetica e climatica incombente, che minaccia di compromettere irrimediabilmente la salute e il benessere delle generazioni future".

Scienziati dunque controccorrente rispetto a quanti vedono nel ritorno al nucleare una soluzione soprattutto alla dipendenza energetica dall'estero del nostro paese.
L'appello dei ricercatori sottolinea ancora che "chi guiderà il prossimo governo dovrà sviluppare l'uso delle fonti di energia rinnovabile e in particolare il solare nelle varie forme in cui può essere convertita". "Il sole infatti - ricordano - è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla Terra una quantità di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale", mentre "l'opzione nucleare non è opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità dei combustibili nucleari".

E' anche possibile sottoscrivere l'appello cliccando qui.

Acqua in bottiglia e ambiente, serve più equilibrio nei consumi.

Roma,26 Marzo 2008

Nel 2006 gli italiani hanno utilizzato quasi 6 miliardi di bottiglie di plastica, la cui produzione ha implicato il consumo di mezzo milione di tonnellate di petrolio e la conseguente immissione in atmosfera di 650.000 tonnellate di CO2: è questo il quadro legato al consumo di acqua "minerale" nel nostro paese, consumo costantemente in crescita nonostante l'alta qualità dell'acqua di rubinetto, qualità spesso migliore dell'acqua "confezionata".

Purtroppo, la cattiva gestione delle risorse pubbliche ha creato nei consumatori una grande diffidenza nell'utilizzo dell'acqua di rubinetto, incrementando così un uso veramente eccessivo di acqua in bottiglia, un uso non più sostenibile poichè è ancora troppo bassa la percentuale di imballaggi (cioè le bottiglie vuote) destinati a recupero (circa il 20%). Questo significa sempre maggiori quantità di plastica in discarica o negli inceneritori. Per fortuna, in questo quadro qualcuno muove i primi passi a favore del consumo della buona acqua di rubinetto: in molte scuole, da Torino a Roma, l'acqua in bottiglia è stata eliminata a favore di quella da rubinetto.

Aerei inquinanti: la UE lancia il progetto "Clean Sky".

Bruxelles, 5 Marzo 2008

Un volo andata e ritorno Londra - New York inquina come un impianto di riscaldamento medio tenuto in funzione un anno intero: purtroppo, è facile calcolare quanto inquinamento producano, di conseguenza, i 10 milioni di voli che attraversano ogni anno i cieli europei.

Il rapporto diffuso dall'Agenzia Europea per l'Ambiente parla chiaro: dal 1990 al 2005 le emissioni di CO2 causate dai soli voli nazionali nei 15 stati della zona euro sono aumentate del 44%, e addirittura del 73% se si considerano tutti i voli europei.

Alla grave situazione ambientale provocata da voli che spesso trasportano poche persone, si aggiungono i chilometri in più (una media di 50) effettuati per errori umani o carenze nei controlli, che comportano un ulteriore rilascio di inquinanti in atmosfera pari a  quasi 5 milioni di tonnellate.

Le previsioni sull'aumento del traffico aereo da qui al 2020 parlano di un aumento del 4,5% annuo, che tradotto in cifre significa l'emissione di 284 milioni di tonnellate di CO2 riversate nei nostri cieli. Quasi sconsolato il commento dell'Agenzia Europea: "C'è bisogno di fare molto ma sta accadendo troppo poco".

Ritardi e contraddizioni si spiegano con la complessità del problema poichè nella UE l'industria aeronautica assorbe 3 milioni di posti di lavoro e contribuisce al 2,5% del Pil. Un piano politico per limitare l'inquinamento dei cieli esiste da anni e dovrebbe entrare in vigore dal 2012: le compagnie aeree in arrivo o in partenza dalla Ue dovranno limitare le emissioni ai livelli del 2004-2006 e dovranno entrare almeno in parte nel cosiddetto "mercato dei permessi", che già si applica ad altre industrie, secondo il principio "chi inquina, paga". Purtroppo però la quota prevista è limitata al 10%, a causa appunto delle innumerevoli complicazioni legate al mantenimento di equilibri soprattutto economici. "L'aviazione civile è sovvenzionata da decenni, ora è giusto che paghi per i permessi di emissione soprattutto sui voli brevi e medi dove si può anche scegliere il treno, meno inquinante" sostiene il presidente della Commissione parlamentare trasporti. "E poi, negli Usa già da anni adoperano la leva fiscale sul cherosene".

E come si muove la comunità scientifica? Il maggior progetto di ricerca della Ue, appena lanciato, porta il nome "Clean Sky" e coinvolge 54 industrie di 16 paesi. Il costo di 1,6 miliardi di Euro sarà finanziato al 50% dalla Comunità Europea, e avrà il compito di sviluppare progetti di aerei "ad ala intelligente" o realizzati con materiali superleggeri, con due principali obiettivi: dimezzare CO2 e ridurre l'emissione degli ossidi di azoto.

 
 

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