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I termini ecologici più utilizzati, ma anche quelli meno comuni, le associazioni, le organizzazioni che operano per l'ambiente, le sigle principali.

Le tecnologie verdi, le tipologie di rifiuto e tante altre informazioni: scopri l'ecodizionario, il dizionario ecologico che ti aiuta a diventare più verde!

Novità

Ravenna2010, sostenibilità ambientale e buone pratiche di sviluppo.

Guarda il video di presentazione di Ravenna2010.

Riscaldamento globale: danni irreversibili

Il riscaldamento globale causato dall'uomo sta portando ad effetti irreversibili: il documento finale della sessione plenaria dell'Ipcc, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico riunito a Valencia dal 12 novembre, sottolinea che il riscaldamento planetario "é inequivocabile". Nel resoconto finale si legge che "tutti i Continenti e la maggior parte degli Oceani sono o stanno per essere colpiti dai cambiamenti climatici regionali, in particolare dall'aumento della temperatura". Le emissioni globali di gas serra, responsabili dell'aumento globale della temperatura, sono cresciute del 70% tra il 1970 e il 2004.

Secondo gli esperti dell'Ipcc, la "Carbon intensity" delle emissioni globali di gas serra ha cominciato a crescere nuovamente dal 2000. Con l'attuale tasso di incremento (o un tasso maggiore) le emissioni di gas serra produrranno un ulteriore riscaldamento globale, causando molti cambiamenti nel sistema globale climatico. E questo riscaldamento sarà con ogni probabilità maggiore a quello osservato durante il secolo scorso. Gli sforzi e gli investimenti che si faranno nei prossimi 2 o 3 decenni avranno un grande impatto sulle opportunità di realizzare dei livelli di stabilizzazione più bassi ma un ritardo nelle riduzioni delle emissioni, spiegano gli esperti, causerà un aumento del rischio di impatti più severi dei cambiamenti climatici. E le opzioni tecnologiche sono già disponibili o lo saranno nei prossimi decenni, "a condizione - si legge - che siano disponibili adeguati incentivi che ne garantiscano lo sviluppo, l'acquisizione, lo sfruttamento e la diffusione, superando le relative barriere".
Il Wwf definisce "un assordante allarme globale" il contenuto del Rapporto degli scienziati del Gruppo di Lavoro Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, IPCC, riuniti da lunedì scorso a Valencia, secondo il quale si sta andando verso conseguenze irreversibili per il clima globale.
"Il messaggio dell'IPCC non può essere annacquato o frainteso, la scienza è chiarissima, parla con una sola voce e in modo inequivocabile. I cambiamenti climatici sono il prodotto delle attività umane, ma è altrettanto chiaro che la soluzione del problema è nelle nostre mani - ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia - L'IPCC mostra che per impedire i danni irreparabili e catastrofici dei cambiamenti climatici non bisogna fare altro che ridurre le emissioni. Come ha detto il presidente dell'IPCC, il tempo dei dubbi è passato, ora bisogna agire. Ma dobbiamo agire subito; e se lo facciamo potremo rallentare e, nel lungo periodo, fermare il fenomeno".
Secondo il responsabile del Programma Clima del WWF Italia, "il primo passo dovrà essere fatto proprio dai paesi più ricchi e industrializzati che devono ridurre entro il 2020 le proprie emissioni del 30% al disotto dei livelli del 1990 e investire in tecnologie pulite e progetti di adattamento nei paesi in via di sviluppo".
Il Mediterraneo e il sud Europa sono a rischio siccità e le aree montane subiranno dei ritiri dei ghiacciai e della copertura nevosa. Con conseguenze per il turismo invernale e perdite estensive di specie, che potranno raggiungere il 60% se non diminuiranno sensibilmente le emissioni di gas serra. Anche i rischi per la salute aumenteranno, dovuti ad ondate di calore e all'aumento degli incendi.
Secondo gli esperti, infine, nell'Europa meridionale si avranno temperature più alta e aumenterà la siccità, che causerà effetti oltre che sulla disponibilità di acqua anche sul potenziale idroelettrico, il turismo estivo e la produzione agricola. (Valencia, 18 Novembre 2007)

Riscaldamento efficiente: quanto si può risparmiare

Secondo il Wwf, su circa 400.000 condomini dotati di impianti di riscaldamento centralizzati, 250.000 hanno più di 15 anni di vita, perciò obsoleti ed inefficienti. Se riqualificati , questi impianti permetterebbero nel complesso di ridurre da 4 milioni a 2,5 milioni di Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) il consumo di energia, equivalente al 38%; da 15 a 6 milioni di tonnellate le emissioni di Co2 in atmosfera, contribuendo così a raggiungere il 10% degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto.

Aiutare il clima è possibile e fa risparmiare: è quanto emerge dal dossier "Un milione di condomini efficienti" realizzato dal WWF Italia. Il messaggio che si vuole far giungere al pubblico è che non solo dal 1° luglio 2009 sarà obbligatorio l'attestato di efficienza energetica per la compravendita dei singoli appartamenti ma, cosa più importante, gli interventi di messa in efficienza sono alla portata di tutti.
Su un campione di 53 condomini, tutti diversi per localizzazione geografica e dimensione, sono stati effettuati significativi interventi di messa in efficienza. Dal loro monitoraggio verranno verificate le progressive riduzioni di emissioni, che assieme al traffico sono le principali responsabili dell'inquinamento urbano. Gli interventi eseguiti sui condomini sono tutti partiti dalle cose essenziali, dalla sostituzione cioè di vecchi e inefficienti impianti di riscaldamento. Poiché circa il 30% dei consumi energetici nazionali è assorbito dall'edilizia civile e il 70% di questi è impiegato per riscaldare, queste inefficienze vengono messe nella giusta scala.
Dal dossier emerge che a Milano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Modena, Treviso, Cuneo, Campobasso e Mantova esistono piccole comunità che già beneficiano del risparmio in bolletta e di C02 nell'aria, grazie a semplici interventi di messa in efficienza nel proprio edificio. Il dossier descrive con schede analitiche tutti gli interventi effettuati, il tempo necessario per metterli in pratica, i costi ed il tempo di ammortamento e il risparmio effettivo sui consumi. Il WWF ha stimato che se un milione di condomini fossero messi in efficienza, intervenendo tanto sugli impianti di riscaldamento che sull'isolamento degli edifici, sarebbe raggiunto il 40% dell'obiettivo di riduzione previsto dal Protocollo di Kyoto per il nostro Paese, con un risparmio per le famiglie italiane fino al 50% delle spese di riscaldamento.

Coldiretti: più spazio alla valorizzazione

La Coldiretti è intervenuta in merito all'annuncio dei rincari delle tariffe di luce e gas dovuti al caro petrolio. "In Italia - sottolinea la Confederazione Nazionale degli Addetti all'Agricoltura - se potenziassimo le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo), utilizzando residui agricoli, forestali e da allevamento, e installando pannelli solari nella aziende agricole, potremmo arrivare a coprire fino al 13 per cento del fabbisogno energetico nazionale, per non contare il risparmio di più di 12 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti e la mancata emissione in atmosfera di  30 milioni di tonnellate di CO2. Coldiretti sottolinea inoltre come dalla luce, dalle coltivazioni di cereali e oleaginose e con il riciclaggio dei prodotti naturali sia possibile produrre energia rinnovabile ed aiutare concretamente la lotta all'inquinamento, preservando occupazione e produttività.

Coldiretti sostiene anche la necessità della realizzazione di piccoli impianti locali in grado di sfruttare la biomassa prodotta dalle attività del territorio e di impianti fotovoltaici collegati alle strutture degli allevamenti, a beneficio dell'occupazione e dell'ambiente, che trarrebbe notevoli vantaggi dall'abbattimento di inquinamento dovuto al trasporto dei rifiuti in luoghi lontani dalla loro produzione . Una critica è stata levata anche verso la costruzione di grandi impianti di trasformazione dei rifiuti, che spesso stridono con il territorio circostante e prescindono dalla realtà del sito in cui operano.
Occorre - conclude la Coldiretti - puntare sulla produzione nazionale di energia pulita, per limitare le importazioni dall'estero che presentano bilanci energetici ed ambientali negativi a causa dell'ulteriore consumo aggiuntivo di carburanti per il loro trasporto. (Roma, 3 Dicembre 2007)

Aperte le iscrizioni per Ravenna2010, festival/evento "dal basso" su rifiuti, acqua ed energia, giunto alla terza edizione.

Ravenna, settembre 2010

Sono aperte le iscrizioni per  Ravenna2010, evento a km zero (si svolge interamente nel Centro Storico pedonale di Ravenna all'interno di 12 Sale attrezzate, in Piazza del Popolo e nelle principali vie del Centro Storico) sui temi della sostenibilità ambientale e sulle buone pratiche in tema rifiuti/acqua/energia (29 settembre - 1 ottobre 2010).

La tre giorni ravennate - giunta alla terza edizione - si conferma così come una delle manifestazioni/evento più originali nel panorama italiano, basata su un format che miscela sapientemente contenuti dall’alto valore tecnico-scientifico calati all’interno di un “palcoscenico” particolare come il centro storico della città.

Originale - ed efficace - è anche lo sviluppo “dal basso” dell’iniziativa, che prevede il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti (istituzioni, associazioni di categoria, imprese, etc..) attraverso la regia labelab il laboratorio per la gestione dei rifiuti, dell’acqua, dell’energia, operante dal 2001 nel settore dei servizi pubblici locali con un team di 50 professionisti nazionali ed internazionali con esperienza decennale nel settore.

Ravenna2010 mantiene il carattere OPEN sperimentato nelle edizioni precedenti: tutti gli eventi saranno infatti gratuiti, con l’esclusione dei corsi di formazione (LabMeeting).

Partendo dalla positiva esperienza delle precedenti manifestazioni "Ravenna2008" e "Ravenna2009" e dalla rete di contatti originata, questa edizione si sviluppa intorno alle seguenti 58 iniziative:

4 Conferenze: rappresentano gli eventi principali della tre giorni, con esperti nazionali e internazionali
16 LabMeeting: si tratta di veri e propri momenti formativi e di approfondimento relativi a tematiche di interesse per operatori, professionisti, enti locali, svolti con l’ausilio di software dedicati e case-studies;
27 Workshop: costituiscono momenti di dialogo tra esperti del settore;
8 Eventi culturali: ricerca, conoscenza, innovazione, arte e la cultura intesa come terreno ideale dal quale far partire un nuovo modo di pensare, agire e di comunicare. Le opere di artisti, le innovazioni delle aziende, le nuove forme di comunicazione sono alla base della proposta degli eventi culturali.

Premio Ambiente CCIAA (con la partecipazione di Umberto Torelli, giornalista del corriere della Sera)
Labecamp (barcamp con la partecipazione di blogger, giornalisti ed esperti di tematiche ambientali, curato da Luca Conti, giornalista di Nòva 24 e autore di Pandemia, e da Vittorio Pasteris)
Anteprima Ravenna2010 (conferenza stampa di lancio dell’evento, con la partecipazione di Luca de Biase, direttore di Nòva 24)

Con 4 Obiettivi "IN" sono - infine - riassunti gli indirizzi specifici della manifestazione 2010:

- INnovazione nelle buone pratiche dal basso e le slide tecnologiche;
- INtegrazione fra i saperi e culture per una crescita nei settori rifiuti, acqua, energia
- INvestimenti come garanzia di sviluppo dell'economia verde;
- INternazionalizzazione, come scambio di conoscenze e opportunità.

Labelab, il laboratorio per la gestione dei rifiuti, dell’acqua, dell’energia, opera dal 2001 nel settore dei servizi pubblici locali, raggruppa 50 professionisti operanti a livello nazionale con esperienza decennale nel settore dei rifiuti, acqua, energia. Le principali iniziative di labelab riguardano la realizzazione e gestione dei portali internet Rifiutilab, Acqualab ed Energialab.

Il progetto è nato con l’obiettivo di offrire un contributo all’innovazione del settore della gestione dei rifiuti, dell’acqua e dell’energia attraverso la condivisione della conoscenza e la creazione di una rete di tecnici (progettisti, gestori, fornitori di attrezzature e di servizi, comunità scientifica) diffusa su tutto il territorio nazionale ed internazionale. Le raccolte ed elaborazioni di dati, la diffusione delle informazioni permetteranno infatti il confronto, al fine dell’innovazione, dei settori. Il successo del sito rifiutilab.it (attivo dal settembre 2001) e degli altri portali, è testimoniato dall’elevato interesse degli addetti del settore e della comunità scientifica, dai quali viene considerato come lo strumento tecnico privilegiato per l’accesso alle informazioni in rete sui rifiuti.
L’approccio “open content” adottato da labelab rappresenta un modello di diffusione delle idee non governato dalla commercializzazione; esso si può definire come “un contenuto, una conoscenza prodotta e/o acquisita e messa in condivisione all’interno di una comunità di settore non per fini di profitto ma con lo scopo di renderlo disponibile a ulteriori miglioramenti, distribuzione e confronti da parte di altri”. Tutto ciò è possibile grazie a internet che tramite le sue forme di comunicazione e aggregazione permette di abbracciare contemporaneamente più ambiti territoriali e settoriali emancipando gruppi di persone accomunate dagli stessi ambiti di conoscenza, di interessi e/o problemi da risolvere. Alla base vi è lo stimolo di lavorare con gli altri confrontandosi e imparando continuamente.
Altra attività di rilievo a cura di labelab è la realizzazione e sviluppo di software innovativo per i settori rifiuti, acqua, energia.


Contatti:
Gian Maria Brega
PR manager
labelab
+39 338 9020851